S I C A N I A http://www.scrivereviaggiando.com/wordpress S c r i v e r e V i a g g i a n d o Fri, 17 Nov 2017 17:49:00 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.1 Tizio e Caio alla Villa del Casale! http://www.scrivereviaggiando.com/wordpress/tizio-caio-alla-villa-del-casale/ http://www.scrivereviaggiando.com/wordpress/tizio-caio-alla-villa-del-casale/#respond Thu, 16 Nov 2017 16:23:44 +0000 http://www.scrivereviaggiando.com/wordpress/?p=4189 √ Sicilia – Piazza Armerina – Villa del Casale – Aidone  A pochi chilometri da Piazza Armerina e seguendo le tante indicazioni per la Villa del Casale, scorgiamo dall’alto un ampio parcheggio adiacente a un susseguirsi di negozietti di souvenir e ripetitivi venditori di discutibili prodotti siciliani quali Arancine, calzoni…

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√ Sicilia – Piazza Armerina – Villa del Casale – Aidone 

A pochi chilometri da Piazza Armerina e seguendo le tante indicazioni per la Villa del Casale, scorgiamo dall’alto un ampio parcheggio adiacente a un susseguirsi di negozietti di souvenir e ripetitivi venditori di discutibili prodotti siciliani quali Arancine, calzoni e paste di mandorle ma, ho apprezzato solamente il baffo d’oro di una ghiacciata Moretti e la presenza massiccia di turisti stranieri!

La Villa giace imponente nell’entroterra siciliano sin dal I° Sec. D.C. e dal 1997 è Patrimonio Unesco. Nel tempo ha subito abbandoni, profonde distruzioni e cambiamenti di utilizzo e il quarto secolo rimane il periodo di suo massimo splendore con lo sviluppo di imponenti elementi decorativi, l’arricchimento fastoso degli ambienti di rappresentanza e l’ampliamento di un grande impianto termale, direi d’avanguardia per quel periodo, aperto al pubblico con ambienti dotati di vasche per immersioni in acqua calda e ambienti riscaldati con aria secca sino a circa 60° per brevi bagni di sudore 😓

I Mosaici che la impreziosiscono sono splendidi: recuperati parzialmente quelli delle pavimentazioni e quasi totalmente perduti quelli delle pareti.

Villa del Casale - MosaiciVilla del Casale... Mosaici - Villa del CasaleVilla del Casale - Scene di Caccia


E la sorpresa più incredibile è stata vedere delle atlete in bikini già a partire dal IV…
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Villa del Casale - Atlete in bikini

E la sorpresa più incredibile è stata vedere delle atlete in bikini già a partire dal IV secolo…!

Assale un triste fastidio però, quando ti accorgi che non esiste chi ti vidimi il biglietto e i custodi sono assenti [solo qualche sporadica guida turistica] ma i visitatori sono quasi esclusivamente stranieri per cui, ordinati e silenziosi, si snodano ammirati tra i corridoi e le sale di una villa che pare riviva antichi fasti, in balia del solo buon senso di chi la percorre e fotografa.

Osservando e leggendo i tanti cartelli che riportano didascalie e planimetrie descrittive, il mio compagno me ne suggerisce uno in particolare che si trova nell’area termale e che recita così: “Nel registro inferiore sono raffigurati Titus e Cassius, due servi i cui nomi sono riportati, al vocativo, sul drappo bianco che indossano attorno ai fianchi; essi reggono il secchio e la spazzola usati per i massaggi.” Cari Tizio e Caio…il piacere è tutto mio! 😉👏

È una villa davvero sorprendente per l’eredità innovativa che tramanda [figurarsi, per esempio, che la camera padronale aveva, subito fuori, il proprio bagno privato: una piccola latrina ottogonale a propria disposizione!] ma la si è recuperata sin troppo tardi e gran parte della sua grandiosità iniziale è andata, purtroppo, perduta per sempre e queste inettitudini umane mi fanno incazzare!

Proseguendo il nostro on the road il paesaggio cambia radicalmente e da spoglio e arso diviene fitto di vasti boschi e si avverte un’ inaspettata frescura. E dall’auto un cartello ci spiega il motivo di quelle lussureggianti e odorose sfumature di verde: riserva naturale orientata bossomanno grottascura bellia.

E procediamo in salita, direzione Aidone da cui non sapevo si dominasse quasi l’intera Sicilia. Posteggiamo proprio innanzi al Panorama imponente e maestoso della mia Isola e apprezziamo, proprio nel Belvedere in cui ci troviamo, la pietra bianca, lavorata a punta di diamante, della Chiesa di San Domenico e, subito dietro, nel punto più alto ed emozionante, si svelano ai nostri occhi i maestosi ruderi di un Castello che vantava, data la sua visuale a 360°, una posizione strategica e si pensa che ad abbatterlo sia stato un terremoto.

E alle sue spalle ci sono segni evidenti dei non pochi rapporti sessuali e amorosi che si continuano a consumare! 😉😎😂

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Siamo vicinissimi a Valguarnera Caropepe [la più conosciuta Carrapipi, divenuta ormai un modo di dire per intendere un luogo inutile e disperso nel nulla] e il nostro carissimo amico Domenico Greco [letterato, storico e il mio compagno aggiungerebbe Professore…😂 ti vogliamo bene] ci consiglia di raggiungere l’abitazione di un grande scrittore nonostante sia pressoché sconosciuto ai tanti – compresi gli stessi suoi conterranei che, fermati per info, ci guardavano perplessi – : Francesco Lanza che è lautore dei ‘Mimi Siciliani‘. Si tratta di un piccolo album fotografico con didascalie al seguito che raccoglie quattordici brevi storielle, alcune scritte volutamente in forma blasfema per scandalizzare i bacchettoni della Provincia Santa…

Vincenzo Consolo disse dei Mimi che sono il più straordinario, singolare e originale libro del Novecento italiano.

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È una lettura che mi manca e quanto ancora da sapere…per poi riportarlo alla mente quando se ne avrà più bisogno o semplicemente voglia.

Amabile vita…

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Preziosa ospitalità “about Pisa” e la poesia di Lajatico http://www.scrivereviaggiando.com/wordpress/pisa/ http://www.scrivereviaggiando.com/wordpress/pisa/#respond Thu, 15 Dec 2016 19:47:04 +0000 http://www.scrivereviaggiando.com/wordpress/?p=4075 Approdando in un luogo, conosciuto solo sulla carta, diviene importante poter contare sulla disponibilità di chi ti ospita perchè, se, come te, ama sia il viaggiare, che la cultura nelle sue sfaccettature, potrà darti preziosi consigli da indigeno appassionato qual è! E così è accaduto a qualche chilometro da Casciana…

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Approdando in un luogo, conosciuto solo sulla carta, diviene importante poter contare sulla disponibilità di chi ti ospita perchè, se, come te, ama sia il viaggiare, che la cultura nelle sue sfaccettature, potrà darti preziosi consigli da indigeno appassionato qual è!

E così è accaduto a qualche chilometro da Casciana Terme: l’ospitalità di Claudia, Patrizia e di suo Marito Renzo nel B&B What About Pisa è stata calorosa e anche generosa di informazioni; oltretutto abbiamo usufruito, per diverse sere, della possibilità di cenare nel B&B, gustando gli eccezionali prodotti locali cucinati dal mio uomo e avvolti dal calore del camino accesso, con in sottofondo l’ipnotizzante crepitio del fuoco… E questo rimarrà uno dei ricordi più piacevoli e per il quale rimanere riconoscenti, desiderando di ritornare.

Ogni mattina, il nostro risveglio era poi immerso nei soli suoni della natura. Ci affacciavamo dall’ampia finestra della mansarda, ammirando un paesaggio disseminato di borghi, castelli, abbazie, enoteche e casolari produttori di vino. Disponevamo di tickets, sempre forniti dal B&B, per degustazioni gratuite e vendita diretta di ‘olio novo‘ e vino, come per esempio nella vicina Terricciola, nell’Azienda Agricola Castelvecchio e via dicendo, anzi apprezzando…

Vista dal B&B What About PisaLa vista dalla nostra stanza al B&B What About Pisa

Abbiamo seguito anche il loro consiglio di cenare nel vicino Ristorante panoramico Le Rocche, a Parlascio; e in un luogo informale e il palato scaldato dal vino locale, abbiamo gustato dell’olio nuovo con i tipici crostini di rigaglie e fegatini di pollo, pappardelle col sugo casereccio di coniglio e indimenticabili i filetti: uno al Chianti e l’altro sormontato da una cappella di fungo! Solamente € 50,00 e ringraziamo ancora per la cortesia. E quella stessa sera, sotto un’incessante pioggia e preoccupanti, seppur isolati, banchi di nebbia, ci siam fermati a Casciana, al Gran Caffè delle Terme in piazza Garibaldi, per gustare un lungo Ginseng.

Prima di rivedere Pisa, ho voluto dare ascolto alla mia parte onirica, laddove ci si lascia sedurre dalla possibilità dell’impossibile e ci siamo diretti verso il Teatro del Silenzio di Lajatico, un luogo assai simile al Teatro Andromeda: un luogo in cui esistono portali che ti proiettano in dimensioni presenti solamente al tuo velato inconscio, quasi fosse davvero certa la libera esistenza, ovunque e comunque, del nostro Cielo Sopra BerlinoLajatico non si spiega, si sente, ti attraversa portando con sé, al riparo, le tue fragilità per far sì che, al momento opportuno, diventino piuttosto, la tua forza.

Rivedere Pisa e non solo la sua Torre pendente, è sempre piacevole, soprattutto per l’entusiasmo, dolcemente infantile, dei turisti stranieri; quell’eccitazione genuina ti spinge a fotografare loro piuttosto che l’unicità dei monumenti!

Pisa - Bagni di Nerone Pisa...particolare

E il piacere aumenta se trovi posto nella Pizzeria Nando nel corso principale: Corso Italia e, tra una chiacchiera e l’altra, ti gusti una focaccia superlativa di Cecina! [Somiglia, seppure alla larga, alle nostre panelle siciliane, a base di farina di ceci!] 👌 🍺  E concludi poi con un Caffè nel comodo e frequentato Galileo Art Cafè!

Cecina a Pisa da Pizzeria Nando

L’ora solare [Io la detesto!] entrata in vigore circa 2 settimane prima della partenza, non ha aiuto il nostro on the road; attraversare sempre più frequenti banchi di nebbia in pieno buio, nonostante fosse pomeriggio inoltrato, lungo strade non conosciute, è snervante. Ma, la piacevole faccia dell’altra medaglia, è stata acquistare, sempre più spesso e divertiti, prodotti tipici quali pici, finocchiona*, focaccia ‘sciocca’ o condita, cipolla rossa, chianti, castagnaccio, cucinando nell’ambiente caldo e intimo, totalmente a nostra disposizione [I vantaggi della bassa stagione!], del B&B.

*[curiosità] La finocchiona è un tipico insaccato toscano preparato con carne di maiale macinata non troppo finemente, aromatizzata con semi di finocchio e bagnata con vino rosso chiantigiano e stagionato almeno 5 mesi. È molto probabile che la prima antenata della finocchiona risalga però al periodo rinascimentale, se non addirittura medievale!

Ci hanno consigliato di raggiungere il nuovo Porto turistico di Pisa percorrendo il lungo Viale D’Annunzio che sembra un’ officina mercantile per il gran numero di barche posteggiate.

E in effetti, giunti sul largo e comodo pontile, affacciarsi sulle acque densamente marroni della foce dell’Arno, che si scontrano con quelle azzurre del mare che sembrano inghiottirle, è suggestivo. E alzando lo sguardo, si vedevano le Alpi Apuane innevate…

Porto turistico di PisaPorto turistico di Pisa Porto turistico di Pisa

Ma la sorpresa più particolare ce l’ha riservata, a soli 5 km di distanza dal Porto turistico di Pisa, la cittadina di San Piero a Grado.

L’intera zona, già in epoca etrusca, era disegnata da terrazzamenti naturali: dei veri e propri gradoni [da qui l’origine del nome], formati dalle esondazioni dell’Arno che arrivava addirittura sin lì, sfociando nel mare.

E proprio qui, sorge una delle chiese più importanti del circondario pisano e meta di continuo pellegrinaggio: la Basilica di San Pietro Apostolo, dichiarata “Monumento messaggero di Pace” dall’UNESCO.

La tradizione racconta che la basilica sia stata costruita su un precedente edificio paleocristiano del quale sono a tutt’oggi presenti alcuni resti che, secondo diversi studi, riportano a 3 epoche differenti; e tra i resti proprio le fondamenta di una parte del porto. 

Ma la meraviglia è che in questo luogo di culto, nel 44 d.C. San Pietro in viaggio dalla Palestina, vi avrebbe celebrato la prima celebrazione eucaristica in Italia, per poi recarsi a Roma. E per l’occasione, Pietro fece costruire un altare in marmo che ancora oggi possiamo ammirare all’interno della Basilica e l’ impatto visivo, ancora oggi, è forte perchè sembra di osservare una piccola chiesa all’interno della Basilica! E ciò spiega il motivo per cui questo luogo rimane una tappa fondamentale per numerosi fedeli.

Basilica di San Pietro Apostolo a San Piero a Grado. Pisa Basilica di San Pietro Apostolo a San Piero a Grado. Pisa

Oltretutto, la superficie esterna della Basilica è decorata da brillanti scodelle in maiolica [si tratta però di copie, gli originali si trovano nel museo civico di San Matteo a Pisa]. Investite dal sole, le maioliche riflettevano una vivace luce che poteva essere vista anche da molto lontano richiamando fedeli, quasi a sostituire la mancanza di illuminazioni artificiali di quell’epoca.

Basilica di San Pietro Apostolo a San Piero a Grado. Pisa Basilica di San Pietro Apostolo a San Piero a Grado. Pisa

E in quel pomeriggio di sole, ci siamo rilassati sul prato verde adiacente la Basilica, guardando un drone in volo e addentando delle focacce condite con finocchiona, acquistate a soli € 7,00 nella bottega difronte. Gusti semplici, giornate dilatate tra storia, curiosità e bellezze perse nel tempo ma ritrovate ancora più indimenticabili. E il viaggio continua…

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Firenze accelera i battiti del cuore… http://www.scrivereviaggiando.com/wordpress/firenze/ Thu, 24 Nov 2016 19:15:12 +0000 http://www.scrivereviaggiando.com/wordpress/?p=4004 Se ci fossero più artisti, ci sarebbero meno guerre.Click To Tweet È un’osservazione semplice, vera e che è emersa percorrendo una piovosa Firenze che ci ha accolto col suo cinghiale portafortuna e l’insistente odore di pellame del vicino Mercato del Porcellino. Io e il mio uomo siamo ritornati a Firenze…

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Se ci fossero più artisti, ci sarebbero meno guerre.
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È un’osservazione semplice, vera e che è emersa percorrendo una piovosa Firenze che ci ha accolto col suo cinghiale portafortuna e l’insistente odore di pellame del vicino Mercato del Porcellino.

Io e il mio uomo siamo ritornati a Firenze proprio quando, la seconda settimana di Novembre, l’Arno aveva superato la prima soglia di guardia. Era nero, sporco, minaccioso ma anche di un suggestivo indimenticabile! E lo osservavamo da Ponte Vecchio, mischiati a una folla, confusa tra ombrelli fuggitivi e ricerca dello scatto perfetto; i lucchetti erano ovunque, testimoni dei tanti amori passati di lì, per proseguire il loro cammino in altri luoghi particolari e protetti dal dono della condivisione.


Lucchetti a Firenze - Ponte Vecchio Lucchetti a Firenze - Ponte Vecchio

Amo molto colazionare in prossimità di tesori artistici, seduta innanzi a una vetrina osservando lo scorrere umano con le sue espressioni di ammirato stupore. E anche quella mattina, bevuto il mio irrinunciabile cappuccino e uscita in strada, ho camminato solamente per qualche metro prima di scorgere la magnificenza della Cattedrale di Santa Maria del Fiore coronata dalla rivoluzionaria cupola del Brunelleschi e che si erge ai piedi di una folla multietnica che non smette di fotografare. E il vicino Battistero di San Giovanni, da cui prende il nome la vicina Piazza, sembra frapporsi al Campanile di Giotto in una visione, piena e totalizzante, che lo sguardo non riesce a contenere e…vacilli. Io e tutti intorno a me, fissavamo la pura bellezza di quel marmo policromo neogotico delle facciate, immerso nell’essenza del Rinascimento.

Piazza Duomo a Firenze Piazza Duomo a Firenze

E non stupisce che sia stata proprio Firenze, la città protagonista della Sindrome di Stendhal, che prende il nome proprio dallo scrittore francese Stendhal che ne fu personalmente colpito e ne diede una prima emozionante descrizione nel suo libro/Diario di Viaggio: Roma, Napoli e Firenze: « Ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce, ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere. »

Perché Firenze destabilizza, accelera i battiti del cuore come quando s’incrocia quello sguardo che ti attraversa e che spinge la sua passione e la sua curiosità sin dentro le tue vene, possedendoti eternamente…

E poco distante, il mio uomo scorge, affacciati alla finestra di un primo piano, two red dogs e vogliamo raggiungerli. Si tratta del MOVE ON, Pub & Record Store; saliamo e ci ritroviamo affacciati su una delle piazze più attraversate al mondo: Piazza S. Giovanni con tra le mani mitici dischi in vinile! E questa sinergia tra differenti forme d’arte, mi conquista. 🎷

Red dog look at Piazza San Giovanni in Florence MOVE ON, Pub & Record Store di Firenzewo red dogs al MOVE ON, Pub & Record Store di Firenze

E il nostro procedere lento continua per una Firenze medievale, più rilucente perché bagnata e acquistiamo un quaderno 100% in carta riciclata [ImaginArs Collection] intitolato non a caso:”Life Friend Love Passion” per conservare gli schizzi estemporanei di un Architetto sempre più Free e la sintesi dei miei immancabili appunti. ❤

Ma è Piazza della Signoria che voglio raggiungere restando lì immobile, immersa nella folla, con in mano una cartolina che ricostruirà tridimensionalmente il trecentesco Palazzo Vecchio che la domina insieme alla copia del David di Michelangelo.

Palazzo Vecchio a Firenze Copia del David di Michelangelo in Piazza Signoria a Firenze

Eh sì, mi trovo sul palcoscenico della sanguinosa vendetta di Lorenzo De Medici contro la famiglia dei Pazzi

Ma Firenze diventa anche capitale culturale d’avanguardia che non si ripiega esclusivamente su un passato glorioso ma si apre a sperimentazioni e provocazioni ospitando a Palazzo Strozzi la Mostra Libero, del controverso e dissidente artista cinese contemporaneo, Ai Weiwei che si protrarrà sino al 22 gennaio 2017 e che io consiglio decisamente. E la suggestione ha già inizio sulle mura di Palazzo Strozzi che sono protagoniste dell’indifferenza nei confronti dei profughi, simboleggiata da imbarcazioni precarie che non salveranno moltitudini di emigranti e Ai Weiwei dona voce a chi non ne ha per il tramite di questa installazione di gommoni rossi appesi in successione ed è subito solidarietà riflessa che esige azioni radicali.

Firenze - Palazzo Strozzi ospita l'artista Ai Weiwei

Ma Firenze significa anche profumi e sapori ed essendo viziata da uno #chefacasanostra, ho seguito i consigli di Claudia Vannucci che ringrazio [Blog Viaggi Verde Acido] e abbiamo raggiunto la Trattoria I’raddi; è situata nel cuore del centro storico di Firenze e a pochi passi dal Giardino di Boboli, in una viuzza che all’inizio, ci ha un pò preoccupati per la troppa desolazione ma, svoltato l’angolo, tanta gente stanziava anche fuori dalla trattoria sorseggiando del vino alla spina che il proprietario ci ha offerto nell’attesa di sederci proprio di fronte la cucina [lo preferiamo per seguire i movimenti, spesso appassionati dei cuochi e così è stato!]. E uno strutturato Rosso fermo, Chianti classico ha intervallato la tipica finocchiona, una squisita ribollita al pepolino, il peposo e i tortelli con ripieno di topinambur!

Alloggiavamo alle porte di Firenze, immersi tra campi di ulivi e antiche dimore, in una residenza d’epoca che mantiene l’aspetto architettonico di originaria Torre medievale trecentesca con lo stemma della famiglia patrizia dell’epoca ancora presente sulle porte. E quella stessa famiglia fece dono dell’acqua che scaturiva da questo podere ai monaci della vicinissima Certosa di Firenze [ex monastero dell’Ordine Certosino] che, totalmente illuminata di bianco, ogni notte, al nostro rientro, pareva sospesa nel buio.

E il foliage tutt’intorno negli occhi del mattino assecondava il depositarsi polveroso della nobiltà che ci ospitava, evocativa di tempi magnifici, ormai andati.

Residenza D'Epoca I Parigi alle Porte di Firenze Residenza D'Epoca I Parigi alle Porte di FirenzeResidenza D'Epoca I Parigi alle Porte di Firenze Residenza D'Epoca I Parigi alle Porte di Firenze

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La Valle dei Templi nella più bella tra le città dei mortali… http://www.scrivereviaggiando.com/wordpress/la-valle-dei-templi/ http://www.scrivereviaggiando.com/wordpress/la-valle-dei-templi/#respond Tue, 25 Oct 2016 13:06:39 +0000 http://www.scrivereviaggiando.com/wordpress/?p=1910 Un caro amico medico e letterato, discutendo sulla Valle dei Templi, la definì piuttosto “Valle dei TEMPI perché qui si vive la sintesi della Storia umana ed esistono tracce vive di tutte le Civiltà”. E questi avvicendamenti culturali hanno definito una grandiosa eredità storica che è stata narrata con sapienza…

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Un caro amico medico e letterato, discutendo sulla Valle dei Templi, la definì piuttosto “Valle dei TEMPI perché qui si vive la sintesi della Storia umana ed esistono tracce vive di tutte le Civiltà”.

E questi avvicendamenti culturali hanno definito una grandiosa eredità storica che è stata narrata con sapienza ed emozione anche dallo scrittore Luigi Pirandello nella sua opera “I vecchi e i giovani“: “l’Akragas dei Greci, l’Agrigentum dei Romani, eran finiti nella Kerkent dei Musulmani, e il marchio degli arabi era rimasto indelebile negli animi e nei costumi della gente. Accidia taciturna, diffidenza ombrosa e gelosia… L’accidia, tanto di far bene quanto di far male, era radicata nella più profonda confidenza della sorte, nel concetto che nulla potesse avvenire, che vano sarebbe stato ogni sforzo per scuotere l’abbandono desolato, in cui giacevano non soltanto gli animi, ma anche tutte le cose”.

Ed ecco, io vivo a pochi minuti dal prezioso Parco Archeologico della Valle dei Templi, oggetto di recente interesse da parte dei Media/Social per l’individuazione, pare, dopo decenni di ricerche, del Teatro antico di Akragas! Si stanno dunque intensificando in questi giorni, gli scavi che, si spera, portino alla luce dopo circa duemila anni, una memorabile scoperta…; dagli scavi sembrano affiorare strutture datate tra la fine del III e gli inizi del II secolo a.C., in un periodo di occupazione romana. I romani però, si suppone abbiano ampliato l’antico teatro greco che era stato costruito almeno cento anni prima in posizione meravigliosamente scenica, con davanti i templi e il mare!

Ed entusiasti, rimaniamo in attesa che siano svelati altri eccezionali particolari perché questa scoperta avrà una risonanza come poche altre…

Anche Andrea Camilleri, cittadino onorario di Agrigento, commenta così l’avvio della campagna di scavi: “Una scoperta straordinaria. Quanto dev’essere stata bella Akragas!” ❤ 

Ed anch’io sono commossa e mi emoziona che in questi giorni, pieni di una calda luce autunnale, la Valle dei Templi continui magnificamente a raccontarsi a un cielo nitidamente azzurro e a chi, pur contrastato e spesso annichilito da persone ed eventi, continua ad amare e percorrere le splendide tracce indicate dalla bellezza.

In questa mia dolce Valle, i mandorli fioriscono sin da Gennaio e Agrigento è animata fino a metà Marzo dalla seguita Sagra del Mandorlo in fiore con le sue tante iniziative collaterali. Nella scorsa edizione un pubblico numeroso ha ammirato l’esposizione dell’ultima scultura del Bernini e la mostra di Leo Matiz su Frida Kahlo!

E mi auguro che le iniziative si intensifichino perché questo luogo ha goduto di un lustro invidiabile e quell’acclamato passato deve prepotentemente ritornare a insegnare la via della correttezza e dell’onestà a chi pecca di superficialità e arroganza; deve ritornare a impartire le regole della condivisione costruttiva con un’accelerazione del turismo che Agrigento e la Sicilia tutta, si merita!

E, rimanendo in tema di bellezza, anche l’artista Igor Mitoraj ha saputo donare, con le sue installazioni, una prospettiva differente ed interessante alla Valle dei Templi: “Sono stato molto attento a non invadere lo spazio dei templi, ho lasciato sempre diversi metri fra sculture e monumenti, proprio per creare un dialogo di prospettive.

Vidi una sua installazione a Cracovia, [dove egli studiò], nella grandiosa Piazza del mercato principale (Rynek Glowny): l’‘Eros Bendato’ e l’impatto è stato forte [Ne racconto qui].

Visitare Agrigento rimane, oggi più di prima, un’opportunità per addentrarsi nei suoi avvincenti percorsi storici, per indimenticabili esperienze sensoriali di gusto, per ammirare un colossale patrimonio archeologico a cielo aperto che proietta la vista su quel vicino mare africano che, a ragione, ci invidiano! Vi aspetto…❤

Igor Mitoraj Valle dei Templi

Valle dei Templi ad Agrigento

[Vestigia del Tempio di Eracle, rovine gloriose del più arcaico e suggestivo Tempio della Valle…] ⤵

Templi di Agrigento Valle dei Templi

Lasciami pure un tuo commento, mi farebbe davvero piacere leggerti…

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Il Teatro Andromeda riverisce le stelle http://www.scrivereviaggiando.com/wordpress/il-teatro-andromeda-riverisce-le-stelle/ http://www.scrivereviaggiando.com/wordpress/il-teatro-andromeda-riverisce-le-stelle/#respond Fri, 07 Oct 2016 16:43:39 +0000 http://www.scrivereviaggiando.com/wordpress/?p=3904 Narrerò di un uomo che vive nel cuore della Sicilia, nell’altitudine dei Monti Sicani, un uomo appassionato e sensibile che ama sua moglie Angela, sorda e che piega la fretta di una vita divenuta per molti frenetica, alla volontà dell’incedere lento di un’esistenza semplice ma ricca di amore, arte, genuinità…

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Narrerò di un uomo che vive nel cuore della Sicilia, nell’altitudine dei Monti Sicani, un uomo appassionato e sensibile che ama sua moglie Angela, sorda e che piega la fretta di una vita divenuta per molti frenetica, alla volontà dell’incedere lento di un’esistenza semplice ma ricca di amore, arte, genuinità e poesia: Lorenzo Reina.

Sul letto di morte il padre gli chiese di badare al gregge e lui esaudirà sì l’ ultima volontà del padre, ma infonderà la sua creatività anche nel mestiere di pastore realizzando una fattoria “didattica” che è insieme, un laboratorio d’arte e di produzione di colture biologiche, un Teatro di ampio respiro contemplativo ed emozionale e, struttura più importante, un Museo dalla forma ottagonale che custodisce le sue vibranti, crude e particolari opere scultoree che, in quel frangente erano volutamente coperte [ma ho pressato per vederle!] per veicolare tutta l’attenzione sui dipinti dell’iraniana Sepideh Farzam. Una rara forma di rispetto che lascia riflettere…

Quel giorno incontrando Lorenzo, notai la sua estrema cordialità e accoglienza ma anche la sua inclinazione alla selettività: l’ingresso a quei luoghi, specie al Museo, non è aperto a tutti ma solamente a chi avverte un reale interesse a lasciarsi assorbire – e direi stordire – da quei luoghi in cui scorre il suo sudore, estro, abnegazione ed estremo rispetto per una terra che, se saputa carezzare e ascoltare, dona oltremisura; mentre eravamo al Teatro, il cielo diveniva velocemente sempre più colore del piombo e Lorenzo, con tono certo e deciso, disse che da lì a 5 minuti ci avrebbe raggiunto una pioggia torrenziale: 5 minuti esatti e piovve ma noi eravamo già riparati all’interno della Fattoria gustando un eccezionale aperitivo di pecorino sicano e prugne nere di produzione propria e in compagnia di una critica d’arte e appassionati del “Bello”.

[Oltretutto, per raggiungere questi luoghi, si segue la via dei Formaggi e lungo il tragitto ci siamo fermati più volte ad assaporare e portar via, profumate provole, anche affumicate, scamorze, caciotte e “cascavaddi”…goduria!]

Progettualmente il Teatro nasce a metà degli anni ’80. Lorenzo avrebbe voluto realizzare proprio quel Teatro che ammiriamo o in alternativa, una grandiosa Installazione. Alla fine riuscì a inserire delle magnifiche Installazioni all’interno del Teatro esaudendo entrambi quei desideri.

Il Teatro ha una sua scena centrale che all’inizio era un ellisse ispirata al periplo che compie la terra girando attorno al sole mentre la cavea è composta dalle 108 stelle della costellazione di Andromeda, ripartite fedelmente attraverso una griglia composita. Ma ciò che Lorenzo sottolinea è che, inizialmente, proprio al posto di quei sedili/stelle, pascolavano le sue pecore, proprio innanzi a quello scenario sconfinato e immerse nel silenzio, interrotto solamente dal suono cadenzato della natura.

 

Teatro AndromedaAmmirando il Teatro Andomeda

Il Teatro Andromeda è un luogo quasi di meditazione, un riparo da brutture e forzature, un luogo di aggregazione di anime, affini nel desiderio di voler vivere un’esistenza appagante nella sua semplicità; un ritorno alle origini, quelle dei sensi amplificati dalla genuinità dei gesti, dei sentimenti, del cibo. Non ce rendiamo conto forse, ma il nostro intimo ricerca luoghi che sfuggano alla pesante globalizzazione che ci ha reso sibillinamente schiavi del consumismo e succubi di strategie lobbistiche che innescano manovre deleterie per la qualità della nostra vita.

E visitare luoghi come il Teatro Andromeda, significa scrollarsi di dosso pesanti e inutili sovrastrutture, ragliano i tanti asini chiamati per nome, attraversano la tua vista cavalli fieri, il glutine non esiste e, anzi, il pane più è pesante più è salutare. Ogni odore, tutt’intorno, è intenso come lo è una vita autentica che ignora noia e apatia.

Prima di andar via ci chiede di attenderlo qualche minuto e da lì a poco ritorna con una cesta piena di cetrioli, pane di segale e una moltitudine di insegnamenti che serberò tra i doni più preziosi.

Lorenzo non ha sacrificato il suo brillante futuro artistico, piuttosto lo ha fortemente integrato ai tempi dilatati e all’impegno costante in una semplice e gratificante vita agreste perché come lui dice: “Il futuro è degli uomini che amano e ameranno la terra.”

E io lo ammiro, lui c’è riuscito. Noi?!

Teatro Andromeda Installazioni al Teatro Andromeda Teatro Andromeda Monti SicaniIo al Teatro Andromeda Monti Sicani - Teatro Andromeda

 

Davide Gambino ha voluto custodire in un documentario visioni e parole di Lorenzo Reina e di seguito il Trailer…

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